http://www.mammafattacosi.com/2012/03/lo-strano-concorso-2.html
Mi fremono gli aghi, mi prudono le imbottiture, si attizzano le stoffe....
Sto già pensando a che troiaio farò stavolta....
Moscondoro...
martedì 6 marzo 2012
Gufi sulla porta.

Tra un mesetto pari pari diventerò di nuovo zia di un nipotetto nuovo di zecca: Gabriel.
Visto che mi son data al cucito creativo (mooooolto creativo, visto che mi arrangio e improvviso tecniche di cucito che non esistono) ho preparato per il piccolo un gufetto da appendere alla porta della sua cameretta.
Eccolo qui (foto orribile fatta con la webcam, ma presto provvederò a fabbricarmi una lightbox come si deve...)
Ho trovato il modello del gufetto qui http://www.abchobby.it, il gufetto è in pannolenci come il pancino , gli occhi e il becco, mentre le ali sono di pile.
Per il cartello ho usato sempre pannolenci e le lettere le ho ritagliate e cucite con de filo di nylon trasparente.
Il gufetto si può modificare e usare come fiocco nascita oppure ingrandendolo come portapigiamino praticando un'apertura sulla schiena o lasciando un'apertura sulla parte alta del pancino a mo' di tasca.
Considerado il fatto che sono un'imbranata e che l'oggetto in questione non è perfetto, a me sembra di aver fatto un capolavoro!
Etichette:
aggeggi,
case e cose veramente fatte bene
lunedì 5 marzo 2012
Eco ho bucato!
No, non ho sbagliato: non ho bucato la gomma della macchina bensì ho fatto il bucato più ecologico che si può!
Sotto gli acuti consigli di eco e non spreco che ci segnala sul suo blog il blog della grandiosa Veggie (www.lareginadelsapone.com), ricco di idee e ricette per farsi il sapone da se ( e non solo).
Bene, sabato mi son messa alla prova, anche perchè sembrava tutto piuttosto facile. Mentre pranzavo, libera da marito e figliolo, ho messo a cuocere il mio sapone seguendo alla lettera dosi e istruzioni di Veggie. A parte che la "minestra di sapone" è traboccata durante la cottura ( e ho scoperto così che sgrassa bene anche l'acciaio dei fornelli) è veramente facile come sembrava. Domenica mattina ho lavato le lenzuola (il mio carissimo bimbetto ha visto bene di aiutare la mamma fornendo una straordinaria pipì imprevista alle 6.30 di mattina, che caro...) con la mia crema di sapone home-made.
Che soddisfazione! La crema di sapone lava bene (anche se va dosata si, con la pallina, ma io ritengo che il sapone sia meglio metterlo direttamente sui panni perchè si scioglie meglio) la consapevolezza di aver inquinato il meno possibile mi ha reso davvero soddisfatta.
Provare provare provare, ne vale davvero la pena!
Sotto gli acuti consigli di eco e non spreco che ci segnala sul suo blog il blog della grandiosa Veggie (www.lareginadelsapone.com), ricco di idee e ricette per farsi il sapone da se ( e non solo).
Bene, sabato mi son messa alla prova, anche perchè sembrava tutto piuttosto facile. Mentre pranzavo, libera da marito e figliolo, ho messo a cuocere il mio sapone seguendo alla lettera dosi e istruzioni di Veggie. A parte che la "minestra di sapone" è traboccata durante la cottura ( e ho scoperto così che sgrassa bene anche l'acciaio dei fornelli) è veramente facile come sembrava. Domenica mattina ho lavato le lenzuola (il mio carissimo bimbetto ha visto bene di aiutare la mamma fornendo una straordinaria pipì imprevista alle 6.30 di mattina, che caro...) con la mia crema di sapone home-made.
Che soddisfazione! La crema di sapone lava bene (anche se va dosata si, con la pallina, ma io ritengo che il sapone sia meglio metterlo direttamente sui panni perchè si scioglie meglio) la consapevolezza di aver inquinato il meno possibile mi ha reso davvero soddisfatta.
Provare provare provare, ne vale davvero la pena!
sabato 18 febbraio 2012
Ma che sapore ha?
...una giornata uggiosa.
Diceva una canzone di Battisti.
Io invece mi chiedo, che sapore ha essere soddisfatti di se.
Non la felicità, attenzione, si fa presto a dire felicità: io SONO felice.
Ma non sono soddisfatta.
Perchè non riesco mai a prendere decisioni,ho paura del POI.
Non riesco a buttarmi, anche in piscina devo prima "assaggiare" la temperatura dell'acqua.
Ho apura a lasciarmi andare in ogni situazione, e il risultato è che non mi sento soddisfatta di me, di quello che faccio.
Sulle decisioni mi faccio prendere dall'entusiasmo della novità, poi comincio a rimuginarci e TAC, faccio marcia indietro. Non sono convinta, non so se sono in grado, non ne ho le capacità.
A volte vorrei avere una sfera di cristallo e vedere dove vado a cascare.
Vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse come si fa ad essere meno pesanti e meno esigenti.
Uffa.
Diceva una canzone di Battisti.
Io invece mi chiedo, che sapore ha essere soddisfatti di se.
Non la felicità, attenzione, si fa presto a dire felicità: io SONO felice.
Ma non sono soddisfatta.
Perchè non riesco mai a prendere decisioni,ho paura del POI.
Non riesco a buttarmi, anche in piscina devo prima "assaggiare" la temperatura dell'acqua.
Ho apura a lasciarmi andare in ogni situazione, e il risultato è che non mi sento soddisfatta di me, di quello che faccio.
Sulle decisioni mi faccio prendere dall'entusiasmo della novità, poi comincio a rimuginarci e TAC, faccio marcia indietro. Non sono convinta, non so se sono in grado, non ne ho le capacità.
A volte vorrei avere una sfera di cristallo e vedere dove vado a cascare.
Vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse come si fa ad essere meno pesanti e meno esigenti.
Uffa.
lunedì 30 gennaio 2012
Eco chic.
La mattina sono solita fare colazione in un bar vicino al mio negozio, ci trovo sempre le solite persone tra cui una mia cliente pensionata e una signora sulla quarantina che credo faccia la consulente del lavoro.
Bene: di solito ci si trova a ciarlare dei peggiori argomenti, e devo dire che ho notato che la quarantenne ci tiene molto ad esibire gioielli, scarpe e borse pagate un occhio della testa, ma mai si è permessa di giudicare me, che non sto assolutissimamente dietro a questo genere di cose.
L'altro ieri abbiamo intrapreso un discorso sui consumi domestici ed io, che ho sempre fatto una discreta attenzione agli scatti della bolletta e ai consumi in generale, mi lamentavo del fatto che l'ultimo bimestre mi fosse arrivata una bolletta dell'Enel energia piuttosto consistente: 150 euro e spiccioli.
Che per me sono tantissimi, considerando che prima riuscivo a spendere sui 70 euro a bimestre circa, ho dato inizialmente la colpa all'uso dell'asciugatrice, che però non mi sembra così sconsiderato, dato che la uso giusto una mezz'ora per togliere l'umido finale dei panni levati dal filo.
Ho deciso quindi per il prossimo bimestre, di abolire anche quella occasionale mezz'ora di asciugatura, per vedere cosa succede.
Io pensavo di fare cosa buona e giusta, un po' per le mie tasche un po' per l'ambiente in generale, ma mi sbagliavo.
La quarantenne esplode: " Ma nooooo, io non ci posso mica stare dietro a queste cose, io lavoro tutto il giorno, di figlioli ce ne ho due e io accendo tutto tutto finchè non mi salta il salvavita.... eh no no, a me la bolletta mi arriva di più di 200 euro!"
Ora: io non ho capito se lei si sente ganza a POTERSI PERMETTERE di BUTTARE tutti quei soldi, o se io sono stupida.
Voi che dite?
Bene: di solito ci si trova a ciarlare dei peggiori argomenti, e devo dire che ho notato che la quarantenne ci tiene molto ad esibire gioielli, scarpe e borse pagate un occhio della testa, ma mai si è permessa di giudicare me, che non sto assolutissimamente dietro a questo genere di cose.
L'altro ieri abbiamo intrapreso un discorso sui consumi domestici ed io, che ho sempre fatto una discreta attenzione agli scatti della bolletta e ai consumi in generale, mi lamentavo del fatto che l'ultimo bimestre mi fosse arrivata una bolletta dell'Enel energia piuttosto consistente: 150 euro e spiccioli.
Che per me sono tantissimi, considerando che prima riuscivo a spendere sui 70 euro a bimestre circa, ho dato inizialmente la colpa all'uso dell'asciugatrice, che però non mi sembra così sconsiderato, dato che la uso giusto una mezz'ora per togliere l'umido finale dei panni levati dal filo.
Ho deciso quindi per il prossimo bimestre, di abolire anche quella occasionale mezz'ora di asciugatura, per vedere cosa succede.
Io pensavo di fare cosa buona e giusta, un po' per le mie tasche un po' per l'ambiente in generale, ma mi sbagliavo.
La quarantenne esplode: " Ma nooooo, io non ci posso mica stare dietro a queste cose, io lavoro tutto il giorno, di figlioli ce ne ho due e io accendo tutto tutto finchè non mi salta il salvavita.... eh no no, a me la bolletta mi arriva di più di 200 euro!"
Ora: io non ho capito se lei si sente ganza a POTERSI PERMETTERE di BUTTARE tutti quei soldi, o se io sono stupida.
Voi che dite?
sabato 28 gennaio 2012
mercoledì 7 ottobre 2009
Gnomi in piscina.
Oggi per la prima volta io,gnomo e marito siamo andati in piscina.
All'iscrizione mi dicono di portare l'occorrente, più l'ovetto o la sdraietta dove posare lo gnomo mentre ci si veste.
Ricevo in eredità dalla sorella un costume contenitivo e un micro accappatoio per gnomi, con la garanzia che "l'accappatoio asciuga benissssssimo".Procedo ai lavaggi e alla riesumazione di accappatoi per me e marito e ad un mio costume da piscina che magicamente mi entra.
Dopo un pranzo a detta del marito "leggero" (zuppa, roastbeef, melanzane sott'olio, cipolline in agrodolce e pera), s'indossano i costumi sotto i vestiti (così si fa prima) e si monta sulla DE'NITTIS (pandina del 99' colore blu metalizzato, ripiena di gadget gnomeschi).
Già il marito sbaglia strada, e mentre si va commenta "forse mi ci vorrebbe un costume a pantaloncino?"(notare che lui al mare indossa SOLO slip...e io non capisco il motivo di questa sortita).
S'arriva e dentro li spogliatoi è un'inferno:caldo e pieno di donne con bambini urlanti e di donne incinte.Svesto lo gnomo fuori dallo spogliatoio e lo consegno al babbo già costumato.
Se ne vanno a bordo piscina.
Mi costumo ed entro coraggiosamente nello spogliatoio.
Parcheggio argutamente borsone e sdraietta sopra gli armadietti, immaginandomi il lago che avrebbe seguito la nostra uscita dall'acqua.
Raggiungo gli altri alla piscinetta.
Con grande fatica m'infilo una terribile cuffia-strappa capelli in silicone bianca e aiuto il marito ad infilarsi la sua (verde fluorescente) e mi accorgo che la sua è ammuffita perchè rimasta sepolta per lunghi anni nelle tasche di un'accappatoio da piscina della suddetta sorella.
Vabbè, quella ci s'ha e quella si tiene.
Si entra in acqua: lo gnomo piange disperatamente, poi pian pianino prende confidenza e alterna risatine e pianti.
Guarda il su' babbo con quel profilattico verde e piange.
Va tutto benissimo per i successivi 45 minuti che stiamo in acqua.
Poi si esce.
Fasciando lo gnomo nello splendido accappatoio, realizzo subito che immane minchiata m'ha detto la mi' sorella: il suo accappatoio per gnomi non asciuga una sega.
Si va nella doccia.
Mi levo la cuffia strappandomi un bel po' di capelli.
Rinuncio per sempre a tener dentro la pancia e subito la signora del corso mi scambia per una di quelle che ancora il bimbo lo devono fare.
Entro nelle docce con lo gnomo ignudo.
Piange mentre lo lavo.
Faccio più veloce che posso.
Ci sono solo due miseri traballanti fasciatoi e i bimbi da vestire sono una quindicina.
Rinuncio subito.
Vado a prendere il borsone.
NO.
Qualcuno ha usato proprio QUELL'ARMADIETTO e m'ha rinchiuso un laccio della sdraietta nello sportello.
C'è pure il lucchetto.
Cazzo.
Tiro, tiro, tiro.
Alla fine viene via, in quel casino nessuno si è accorto che sembravo scassinare l'armadietto.
Ok.
Appoggio lo gnomo un microsecondo sulla sdraietta, fasciato nell'accappatoio.Cerco i vestiti in quel casino nel borsone.
Riprendo lo gnomo ancora piangente.
Pannolino, body a gnomo urlante e via a nascondermi nel bagno degli uomini per vestirmi.
Rimango in pantaloncini corti e reggiseno. Da notare che per ora non ho mai menzionato il mio accappatoio, che infatti ci ha accompagnato solo per riempire un po' il borsone e tappare le mie grazie quando ancora in piscina ci dovevo entrare.
Poi basta.
Cioè non mi sono asciugata.
Mi sono vestita bagnata.
Esco.
Mi ridanno gnomo ululante.
Tetta.
Il marito va a farsi la doccia.
Lui.
Il nano pare addormentarsi mentre ciuccia.
Lo stacco un secondo per appoggiarlo sul fasciatoio finalmente libero e finirlo di vestire.
Riattacca la sirena.
M'importa assai:lo vesto.
Ri-tetta.
Ficco tutto nel borsone con la mano libera.
Il marito prende sdraietta e borsone e si torna alla macchina.
Si sale. Si torna a casa.
Lo gnomo dorme beato.
A casa ho realizzato che:
non ho fatto la doccia,
la sdraietta è fradicia,
io sono fradicia,
devo comprare due nuove cuffie,
lo gnomo era tutto sudato/bagnato,
non ho le mutande.
Mercoledì prossimo nuova lezione.
All'iscrizione mi dicono di portare l'occorrente, più l'ovetto o la sdraietta dove posare lo gnomo mentre ci si veste.
Ricevo in eredità dalla sorella un costume contenitivo e un micro accappatoio per gnomi, con la garanzia che "l'accappatoio asciuga benissssssimo".Procedo ai lavaggi e alla riesumazione di accappatoi per me e marito e ad un mio costume da piscina che magicamente mi entra.
Dopo un pranzo a detta del marito "leggero" (zuppa, roastbeef, melanzane sott'olio, cipolline in agrodolce e pera), s'indossano i costumi sotto i vestiti (così si fa prima) e si monta sulla DE'NITTIS (pandina del 99' colore blu metalizzato, ripiena di gadget gnomeschi).
Già il marito sbaglia strada, e mentre si va commenta "forse mi ci vorrebbe un costume a pantaloncino?"(notare che lui al mare indossa SOLO slip...e io non capisco il motivo di questa sortita).
S'arriva e dentro li spogliatoi è un'inferno:caldo e pieno di donne con bambini urlanti e di donne incinte.Svesto lo gnomo fuori dallo spogliatoio e lo consegno al babbo già costumato.
Se ne vanno a bordo piscina.
Mi costumo ed entro coraggiosamente nello spogliatoio.
Parcheggio argutamente borsone e sdraietta sopra gli armadietti, immaginandomi il lago che avrebbe seguito la nostra uscita dall'acqua.
Raggiungo gli altri alla piscinetta.
Con grande fatica m'infilo una terribile cuffia-strappa capelli in silicone bianca e aiuto il marito ad infilarsi la sua (verde fluorescente) e mi accorgo che la sua è ammuffita perchè rimasta sepolta per lunghi anni nelle tasche di un'accappatoio da piscina della suddetta sorella.
Vabbè, quella ci s'ha e quella si tiene.
Si entra in acqua: lo gnomo piange disperatamente, poi pian pianino prende confidenza e alterna risatine e pianti.
Guarda il su' babbo con quel profilattico verde e piange.
Va tutto benissimo per i successivi 45 minuti che stiamo in acqua.
Poi si esce.
Fasciando lo gnomo nello splendido accappatoio, realizzo subito che immane minchiata m'ha detto la mi' sorella: il suo accappatoio per gnomi non asciuga una sega.
Si va nella doccia.
Mi levo la cuffia strappandomi un bel po' di capelli.
Rinuncio per sempre a tener dentro la pancia e subito la signora del corso mi scambia per una di quelle che ancora il bimbo lo devono fare.
Entro nelle docce con lo gnomo ignudo.
Piange mentre lo lavo.
Faccio più veloce che posso.
Ci sono solo due miseri traballanti fasciatoi e i bimbi da vestire sono una quindicina.
Rinuncio subito.
Vado a prendere il borsone.
NO.
Qualcuno ha usato proprio QUELL'ARMADIETTO e m'ha rinchiuso un laccio della sdraietta nello sportello.
C'è pure il lucchetto.
Cazzo.
Tiro, tiro, tiro.
Alla fine viene via, in quel casino nessuno si è accorto che sembravo scassinare l'armadietto.
Ok.
Appoggio lo gnomo un microsecondo sulla sdraietta, fasciato nell'accappatoio.Cerco i vestiti in quel casino nel borsone.
Riprendo lo gnomo ancora piangente.
Pannolino, body a gnomo urlante e via a nascondermi nel bagno degli uomini per vestirmi.
Rimango in pantaloncini corti e reggiseno. Da notare che per ora non ho mai menzionato il mio accappatoio, che infatti ci ha accompagnato solo per riempire un po' il borsone e tappare le mie grazie quando ancora in piscina ci dovevo entrare.
Poi basta.
Cioè non mi sono asciugata.
Mi sono vestita bagnata.
Esco.
Mi ridanno gnomo ululante.
Tetta.
Il marito va a farsi la doccia.
Lui.
Il nano pare addormentarsi mentre ciuccia.
Lo stacco un secondo per appoggiarlo sul fasciatoio finalmente libero e finirlo di vestire.
Riattacca la sirena.
M'importa assai:lo vesto.
Ri-tetta.
Ficco tutto nel borsone con la mano libera.
Il marito prende sdraietta e borsone e si torna alla macchina.
Si sale. Si torna a casa.
Lo gnomo dorme beato.
A casa ho realizzato che:
non ho fatto la doccia,
la sdraietta è fradicia,
io sono fradicia,
devo comprare due nuove cuffie,
lo gnomo era tutto sudato/bagnato,
non ho le mutande.
Mercoledì prossimo nuova lezione.
Etichette:
deliri,
le gioie della maternità,
noimamme
Iscriviti a:
Post (Atom)